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Separazioni e divorzi in Italia visti dall’ISTAT anno 2008.
Istat, Il matrimonio in Italia. Anno 2008, Statistica in breve dell’8 aprile 2010
L’Istat diffonde i principali risultati delle rilevazioni sulle separazioni e sui divorzi condotte presso le cancellerie dei 165 tribunali civili. I dati sono relativi ad ogni singolo procedimento concluso dal punto di vista giudiziario nell’anno di riferimento.
I dati consentono di aggiornare l’evoluzione temporale dei due fenomeni e di monitorarne le principali caratteristiche: la durata dei matrimoni e l’età dei coniugi alla separazione, il tipo e la durata dei procedimenti, il numero di figli coinvolti e l’affidamento di quelli minori.
All'indirizzo http://demo.istat.it, nella sezione “altri dati” è disponibile un
set di tavole di approfondimento in formato excel con i principali risultati
delle rilevazioni su separazioni e divorzi.
Principali risultati
Nel 2008 le separazioni sono state 84.165 e i divorzi 54.351, con un incremento rispettivamente del 3,4 e del 7,3 per cento rispetto all’anno precedente. I due fenomeni sono in continua crescita: nel 1995 si
verificavano 158 separazioni e 80 divorzi ogni 1.000 matrimoni, nel 2008 si arriva a 286 separazioni e 179 divorzi.
La durata media del matrimonio al momento dell’iscrizione a ruolo del procedimento di separazione è risultata pari a 15 anni, 18 anni in media per i divorzi.
L’età media alla separazione è di circa 45 anni per i mariti e 41 per le mogli; in caso di divorzio raggiunge rispettivamente 46 e 43 anni.
Questi valori sono andati aumentando negli anni sia per una drastica diminuzione delle separazioni sotto i 30 anni – anche per effetto della posticipazione delle nozze verso età più mature1 – sia per un aumento
delle separazioni con almeno uno sposo ultrasessantenne.
La tipologia di procedimento prevalentemente scelta dai coniugi è quella consensuale: nel 2008 si sono chiuse consensualmente l’86,3 per cento delle separazioni e il 77,3 per cento dei divorzi.
Il 70,8 per cento delle separazioni e il 62,4 per cento dei divorzi hanno riguardato coppie con figli avuti durante la loro unione. Fino al 2005 ha prevalso l’affidamento esclusivo dei figli minori alla madre. Nel 2006, la legge 54/2006 ha introdotto l’istituto dell’affido condiviso dei figli
minori come modalità ordinaria.
Nel 2008 il 78,8 per cento di separazioni con figli è stata con affido condiviso contro il 19,1 per cento
di quelle con figli affidati esclusivamente alla madre.
Evoluzione temporale e geografia dell’instabilità coniugale
Nel 2008 le separazioni sono state 84.165 e i divorzi 54.351. Rispetto al 1995 le separazioni sono
aumentate di oltre una volta e mezza (+61 per cento) e i divorzi sono praticamente raddoppiati (+101 per
cento). Tali incrementi si sono osservati in un contesto in cui i matrimoni diminuiscono e quindi sono
imputabili ad un effettivo aument Per ottenere una misura efficace di questa propensione bisogna considerare che le separazioni e i divorzi registrati in un anno di calendario t sono il risultato dell’esperienza di coppie di coniugi, che a seconda della durata x del matrimonio si sono sposati t-x anni prima (ovvero la coorte dei matrimoni del tempo t-x). Occorre pertanto calcolare per ciascuna coorte la quota di matrimoni che finiscono in separazione o divorzio alla durata x nell’anno t, rispetto al totale di matrimoni celebrati t-x anni prima. La somma di queste quote, moltiplicata per 1.000, fornisce il tasso di separazione o 3 di divorzio totale, cioè il numero medio di separazioni o divorzi per 1.000 matrimoni2.
A partire dalla metà degli anni Novanta questi indicatori hanno fatto registrare una progressiva crescita della propensione a interrompere una unione coniugale: nel 1995 si verificavano in media circa 158 separazioni e 80 divorzi per 1.000 matrimoni, nel 2008 si arriva rispettivamente a 286 separazioni e a 179 divorzi ogni 1.000 matrimoni .
Per l’analisi delle principali caratteristiche dell’instabilità coniugale è utile fare riferimento alle separazioni legali (giudiziali o consensuali), che rappresentano il motivo principale di richiesta del divorzio: il 99,1 per cento dei divorzi concessi nel 2008 è stato preceduto da una separazione legale.
Non tutte le separazioni legali si convertono successivamente in divorzi. Nel caso in cui si decida di passare dalla separazione al divorzio4, lo si fa in un arco di tempo relativamente breve: per il 71,2 per cento dei divorzi concessi nel 2008 l’intervallo di tempo intercorso tra la separazione legale e la successiva domanda di divorzio è stato pari o inferiore a cinque anni. Questo intervallo sembra mostrare, tuttavia, negli ultimi anni una tendenza ad ampliarsi: su 10 separazioni pronunciate in
Italia nel 1998 ben quattro non sono giunte al divorzio nel decennio successivo.o della propensione alla rottura dell’unione coniugale .
Tutti i grafici, tabelle ed il documento completo all’indirizzo web
http://www.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20100721_00/





