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Per Sara e per tutti i bambini sottratti alle loro famiglie. Manifestazione davanti il Tribunale Minorile di Torino, venerdì 30 luglio , ore10/14.
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Sara, Kristian, Erika, Amir, Sofia, Marcel, Chiara, Mattia, Simone, Antonio,Annalaura,Marco............................
… sono alcuni dei circa 40.000 bambini “sottratti” alle famiglie rinchiusi in istituti e sottoposti a colloqui continui con psicologi, assistenti sociali, e cosiddetti “educatori” .
Che cosa hanno fatto tutti questi bambini? Sono semplicemente vittime innocenti di un sistema economico che si regge esclusivamente sulla “rendita” mensile che ogni bambino produce per l’istituto a cui viene affidato.
Vediamo schematicamente alcuni casi di allontanamento dei figli:
1) Una mamma che denuncia il marito o compagno violento;
2) Una mamma che si rivolge ai servizi sociali per essere aiutata a crescere i bambini in strutture pubbliche durante le ore di lavoro;
3) Una mamma che ha problemi abitativi e/o economici e si rivolge ai servizi sociali;
4) Una mamma che ha problemi di salute e si rivolge ai servizi sociali;
5) Un padre che rimane vedovo.
In tutti questi casi il servizio sociale avrebbe il dovere di aiutare la famiglia relazionando al Sindaco della situazione e cercare la soluzione più appropriata per risolvere il problema di una mamma o di una famiglia in difficoltà.
Invece, quando ci sono dei bambini, la cosa più semplice è quella di relazionare al Tribunale per i Minorenni, togliere i bambini alla famiglia e di “buttarli” in un istituto.
La mamma e la famiglia restano abbandonati, senza i figli, nella disperazione più totale e privi di qualsiasi assistenza.
Lo schema operativo di questi SS è sempre lo stesso da Lecce a Torino da Catania a Trieste.
Da quel momento in poi, mentre il SS dovrebbe cercare dei parenti che si dovrebbero prendere cura dei bambini, in attesa che la famiglia risolva (?) da sola le sue problematiche, i bambini diventano dei veri e propri “produttori di reddito” (le galline dalle uova d’oro) per tutto un giro di istituti sparsi su tutto il territorio nazionale.
I BAMBINI VENGONO ISTITUZIONALIZZATI PER ANNI, GLI INCONTRI CON LE FAMIGLIE OSTACOLATI PER IMPEDIRE IL LORO RIENTRO IN FAMIGLIA E, SE I BAMBINI STANNO MALE, RENDONO ANCORA DI PIU’ PERCHE’ HANNO BISOGNO DI CURE, MAGGIORE ASSISTENZA “PROFESSIONALMENTE” PIU’ ELEVATA … QUINDI MAGGIORI COSTI !!!
I risultati sono devastanti: genitori distrutti da una parte, bambini disadattati e ridotti a larve umane dall’altra e poi ci sono gli adolescenti che scappano dagli istituti perché non sopportano un “regime” fatto di violenza, angherie e umiliazioni da parte di “educatori” senza umanità ne preparazione professionale adeguata.
Quanto costa tutto ciò alla comunità?
Una mamma, in una intervista rilasciata a Roberta Serdoz e andata in onda ieri su RAI 3, racconta di essersi rivolta ai SS per avere un aiuto per i suoi TRE bambini perché con 500 euro al mese non ce la poteva fare.
Risultato: l’hanno dichiarata “inadeguata” e sottratto i bambini!
A questa madre sarebbe bastato un piccolo sussidio di 300/400 euro al mese per crescere dignitosamente la sua famiglia: ALLA COLLETTIVITA’, IL COLLOCAMENTO DEI NEGLI ISTITUTI COSTA NON MENO DI 15.000 EURO AL MESE!!! … una spesa enorme …!!!
CHI C’E’ A CAPO DI TUTTE QUESTE OPERAZIONI FINANZIARIE? CHI SONO I VERI PROPRIETARI DEGLI ISTITUTI? PERCHE’ NON SI INDAGA A FONDO SU QUESTO ENORME “GIRO” DI DANARO PUBBLICO? … STIAMO PARLANDO DI CIRCA 3 MILIARDI DI EURO L’ANNO …
Dalla Costituzione: “il minore ha il diritto di crescere e essere educato nella propria famiglia!”
Venerdi’ 30 luglio 2010 – Sit-in presso il Tribunale per i Minorenni di Torino. Lottiamo per SARA, una bambina di 11 anni che non sopporta più lo stato di “istituzionalizzazione” decretato dal Tribunale e vuole vivere con i Nonni da cui è stata cresciuta ed educata.
Sara non ha commesso alcun crimine per meritare tutto ciò! E’ consapevole e vuole ribellarsi di fronte a questa disumana ingerenza delle istituzioni nella sua infanzia.
Se non facciamo qualcosa per aiutarla che ne sarà di Lei? … E DI TUTTI DI ALTRI 40.000 BAMBINI?
Torino, 27 luglio 2010
Il Coordinamento Regionale della GESEF
Tel. 347 6300923





