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Rapporto Cisf 2009. IL COSTO DEI FIGLI: le domande della società, le risposte della politica .


Pubblicato il: 09/06/2010

Roma, martedì 15 giugno 2010.
Senato della Repubblica, Sala Capitolare, Chiostro del Convento di Santa Maria sopra Minerva, piazza della Minerva 38.

Con questo volume è iniziata la nuova serie del Rapporto Cisf sulla famiglia in Italia, che presenta i risultati della prima edizione di una propria indagine originale, che verrà ripetuta ogni due anni, con 4.000 interviste su un campione statisticamente rappresentativo delle famiglie italiane. Il tema di questo Rapporto è il costo dei figli affrontato come costo della famiglia, non concepito in termini meramente economici ma in un quadro di scelte culturali, sociali e politiche. Ecco le implicazioni politiche strategiche del Rapporto Cisf 2009:

I figli sono il “bene comune” del futuro del nostro Paese, ma il loro costo è oggi in gran parte responsabilità privata delle famiglie, anziché essere un investimento pubblico. Di conseguenza il costo privato sostenuto dalle famiglie è troppo elevato; il “rischio economico” dell’investimento sulle nuove generazioni è distribuito in modo non equo, a scapito delle famiglie, né coerente con l’obiettivo sociale di uno sviluppo sostenibile e dell’equilibrio demografico tra le generazioni.

Per questo, è assolutamente centrale il tema dell’equità fiscale verso la famiglia, che sostiene da sola i costi della riproduzione della popolazione, ossia del ricambio fra le generazioni, e dovrebbe essere riconosciuta in questo suo ruolo sociale. Lo Stato italiano, invece, non solo non riconosce questo ruolo alla famiglia, ma penalizza la famiglia che ha figli, e la penalizza quanti più figli ha.

Si spiega anche così il fatto che le famiglie con figli in Italia siano diventate meno del 50% delle famiglie. Il peso della riproduzione della popolazione cade su delle minoranze: cioè sul 21,9% delle famiglie che hanno un figlio, il 19,5% che ne ha due, il 4,4% che ne ha tre, mentre le famiglie con quattro figli o più rappresentano lo 0,7%. E ci si chiede: possibile che, con questi numeri, non si riesca a fare di più per sostenere le famiglie che hanno dei figli o che ne desiderano uno in più?

Anche per questo le famiglie faticano ad arrivare alla fine del mese. Dall’inedita indagine Cisf 2009 emerge che il 16,4% delle famiglie arriva “con grande difficoltà” a fine mese (area della povertà), e il 18,0% “con una certa difficoltà” (area a rischio di povertà). La distribuzione dei redditi familiari assomiglia più a quella di un Paese del Terzo Mondo: il 60,2% della popolazione vive con un reddito familiare inferiore a 1.500 euro al mese. Ciò induce a pensare che la popolazione italiana sopravvive decentemente proprio perché rinuncia ad avere figli.

Anche dai dati Istat emerge che il rischio di collocarsi sotto uno standard di vita ritenuto “accettabile” aumenta al crescere del numero di figli. In particolare si osserva un evidente aumento del rischio per le famiglie numerose: quando nella famiglia sono presenti almeno tre figli l’incidenza di povertà assoluta è doppia (8,0%) rispetto a quella calcolata per il complesso delle famiglie italiane (4,1%) e tripla rispetto a quella stimata per le coppie con un solo figlio (2,6%).

Questi temi, i dati che li documentano e le loro implicazioni per la politica economica, fiscale e sociale del nostro Paese verranno discussi martedì 15 giugno 2010, a Roma, presso il Chiostro del Convento di Santa Maria sopra Minerva, con la presenza del Presidente del Senato, sen. Renato Schifani, del Direttore del Cisf, Francesco Belletti, del curatore del volume e sociologo, Prof. Pierpaolo Donati, di rappresentanti del mondo politico, sindacale, imprenditoriale e dell’associazionismo familiare

Il Rapporto CISF al Senato
Roma, 15 giugno 2010

“Non si possono costruire case stabili e città sicure senza famiglie giovani e ricche di figli, garantite nella loro serenità di vita”. Queste parole del Presidente del Senato, Sen. Renato Schifani, sottolineano con particolare efficacia il significato complessivo dell’incontro tenutosi martedì 15 giugno 2010, presso il Senato, per presentare il “Rapporto Cisf 2009 sulla famiglia”, incentrato sul costo dei figli e sulle sfide al sistema di welfare.

Forze sociali (rappresentanti dei sindacati come Pietro Cerrito, segretario confederale CISL e Giovanni Centrella, neo- segretario generale UGL, ed esponenti del Terzo settore come Guido Boldrin, del Consorzio ConOpera, e Roberto Bolzonaro del Forum delle Associazioni Familiari) ed esponenti del mondo politico (gli onorevoli Maurizio Lupi, del PDL, Enrico Letta del PD, Massimo Polledri della Lega Nord e Rocco Buttiglione dell’UDC) si sono confrontate sul messaggio di fondo del Rapporto Cisf, illustrato dal prof. Pierpaolo Donati, sull’urgenza di riportare la famiglia al centro dell’attenzione del Paese, proprio in un momento di crisi, come strumento insostituibile di coesione ed integrazione sociale, di cura e solidarietà tra le generazioni, come vero e proprio volano per lo sviluppo anche economico del sistema Italia, proprio nella sua capacità generativa: chi investe sul futuro del Paese, chi dà credito al nostro Paese più di una giovane coppia che decide di avere uno o più figli?

Ancora una volta è stato posto l’accento sull’insufficienza delle risposte che la politica dà ai problemi della famiglia in Italia, anche e soprattutto in questo periodo di crisi economica e finanziaria. A questo proposito, si è registrato qualche timido segnale di convergenza, tra i rappresentanti delle forze politiche presenti, come ha sottolineato concludendo l’incontro il sottosegretario con delega alla famiglia Carlo Giovanardi. Pur tenendo presente gli impegni di prospettiva come l’introduzione del quoziente familiare, il sottosegretario ha avanzato tre proposte concrete e di possibile immediata applicazione:
rendere operativi i congedi parentali per i papà, eventualmente concedendo una certa flessibilità nell’usufruire dei quattro giorni previsti, in base alle esigenze della famiglia;
secondo, rivedere il limite dell’85% per l’assegno di invalidità (ora al 75%) indicato nella manovra finanziaria, che finirebbe per penalizzare - come ha messo efficacemente in luce durante l’incontro Antonio Cotura dell’associazione FIADDA – pesantemente le famiglie con membri disabili;
infine, una tutela per le donne con figli che dovranno spostare l’età della pensione da 60 a 65, lasciando alle donne con figli la decisione se andare o meno in pensione a 65 anni, con la possibilità per chi ha 4 o più figli di andare in pensione sempre a 60 anni, mentre per le altre donne ci sarebbe un meccanismo a scalare.

Nell’attesa – che si spera non sia vana – di interventi strutturali e permanenti a favore della famiglia, in primis una vera riforma del fisco che riconosca in modo adeguato i carichi familiari e raggiunga quelle caratteristiche di equità (quoziente familiare o simili) attualmente inesistenti e sulle quali tutti si sono dichiarati d’accordo, l’auspicio è che la presentazione di un Rapporto preciso e scientificamente fondato come quello che il CISF ha elaborato, in una sede così prestigiosa e autorevole come il Senato, possa agevolare almeno un primo pacchetto di misure a favore della famiglia, a partire dagli emendamenti che in tal senso saranno presentati in Parlamento durante la discussione della manovra finanziaria.

Per ulteriori informazioni rivolgersi a:
Cisf - Centro Internazionale Studi Famiglia
Via Giotto 36 - 20145 Milano
Tel.: 0248072703 cisf@stpauls.it www.cisf.it

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