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20 Novembre 2011. La Convenzione Internazionale dell’Infanzia compie ventidue anni . Vera tutela o vergognoso business?


Pubblicato il: 17/11/2011

La ricorrenza sarà sicuramente occasione per trarre un bilancio dei risultati raggiunti negli ultimi anni nonché proporre nuovi obiettivi, non solo alle istituzioni, ma a tutto il mondo impegnato nella promozione dei diritti dell’infanzia e dovrà rappresentare  un momento istituzionale di ascolto, elaborazione e partecipazione su temi che interessano non soltanto gli “addetti ai lavori”, ma anche bambini,  ragazzi e famiglie.

 Malgrado il difficile momento politico e sociale che stiamo attraversando, sicuramente avremo l'evento istituzionale che ricorderà la Convenzione, con importante incontro tra saperi e poteri, conoscenze professionali e responsabilita' politico-istituzionali, e come al solito verranno escluse le   esperienze associative e rappresentanze sociali, da sempre critici sull'operato degli addetti ai lavori.

Perché nella pratica la primordiale volontà di assicurare tutela, protezione e  benessere all’infanzia , si è ben presto trasformata, almeno per il nostro bel paese, in un vero e proprio business .

Molte  le associazioni di padri, madri e genitori separati, nonni, associazioni e movimenti culturali di ogni parte d’Italia, che, per ricordarne la firma e denunciare la “vera violenza” che viene esercitata istituzionalmente sui minori, farnno sentire la loro voce con innumerevoli iniizative in tutt'Italia, sino a quella conclusiva del 25 novembre a Roma davanti la sede del CSM(Consiglio Superiore della magistratura).

Saranno come sempre la voce fuori dal coro, e denunceranno senza retorica i soprusi, le aberrazioni e le violenze che il Divorzificio e l'enorme business della "Tutela dell'Infanzia" autoproduce per accaparrarsi i finanziamenti stanziati dalle Istituzioni preposte all'Infanzia.

 30.000 minori "ospitati in case di accoglienza", per lo più sottratti ai loro genitori senza un'attenta verifica delle loro capacità, con un esercito di operatori sociali ( in maggioranza in sub-appalto attraverso protocolli bilaterali)  privi di idonea qualifica professionale ed adeguata esperienza.

Migliaia di padri in incontri protetti, madri in ostaggio di cooperative e centri di accoglienza, bambini utilizzati solo come fonte di reddito, con il preciso obiettivo di ospitarli il più a lungo possibile: questo il meccanismo infernale che fa  girare il  "Business" della Tutela dei Minori.

 Per non parlare dell’inapplicata legge sull’Affido Condiviso del 2006 e sulle vergognose complicità culturali dei Giudici nell’affidare comunque alla madre la collocazione, la casa coniugale e l’assegno di mantenimento, con frequentazioni ad ore  in barba al sacrosanto principio della Bigenitorialità.

Quando lo Stato pretende di sostituirsi ai genitori, e getta dalla finestra anche l’insostituibile figura e presenza dei nonni,  in teoria per il bene dei bambini in pratica per un controllo sociale sul cittadino e sui suoi bisogni, cessa ogni garanzia del Diritto. Con un dispendio di risorse pubbliche quantificabili in milioni di euro, spesi dalle amministrazioni locali senza mai rendere pubblici i bilanci e  le "associazioni" beneficiarie che gestiscono il business.

Il Sistema non può più autogiustificarsi: ciò che noi denunciamo da lustri è ormai a conoscenza di tutti.

Milioni di genitori sono consapevoli che va riformato interamente il settore delle politiche sociali, e da anni chiedono una riforma a sostegno anche della Bigenitorialità. In modo che il bambino venga sostenuto e  guidato in primis dai suoi genitori all'interno della sua famiglia, nel rispetto della stessa, dei suoi valori, e dei legami affettivi di riferimento, fondamentali per un corretto percorso evolutivo.

A ventidue anni dalla storica firma della Convenzione, siamo andati in Audizione presso la Commussione Giustizia del Senato  anche per chiedere al Governo Italiano di portare a termine quel percorso iniziato dall'ex Ministro della Giustizia Castelli sull'abolizione delle competenze civili dei Tribunali Minorili. Con  una strutturale riforma dell'operatività dei Servizi Sociali, che consideriamo alla base di qualunque intervento in favore dell'Infanzia e della Famiglia.

23 anni di Bigenitorialità negata a figli di genitori separati.

Per loro

Pres. Vincenzo Spavone

Pres. Vincenzo Spavone

Padri al Colosseo

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Tutela de i minori

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Incontro con la GESEF

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